Libro Giallo - Fiamme

Scritto da vasa1628

Non era decisamente quello che mi aspettavo.
Prima Johnny, con la storia di sua moglie. E poi questo. La situazione si stava complicando più di quanto avrei potuto immaginare.

Ma il biglietto parlava chiaro, non c'era possibilità di errore. L'unico errore, forse, era proprio seguire quelle istruzioni. Era rientrare in quel mondo, e rivivere quella notte. Ma era anche l'unico modo per scrivere finalmente la parola fine a quella storia.

Ma non ero sicuro che fosse un lieto fine. E come poteva esserlo?
Lui era sparito, lasciandomi lì da solo a riflettere sulla mia prossima mossa. Forse la più importante di tutte. Sicuramente la più decisiva. Ma forse anche l'ultima.
Gettai il biglietto nel fuoco e mi fermai ad osservare le ombre che produceva sul muro tutto intorno. Sembravano spettri che felici danzavano in onore della mia disfatta. Ma non avrebbero danzato a lungo. Non questa volta.

Raccolsi il cappotto e uscii nella fredda notte. La nebbia mi accolse tra le sue braccia, rendendomi riconoscibile solo grazie all'ennesima sigaretta che apparve sulla mia bocca. Dovevo riflettere, avevo bisogno di un piano. E forse anche di un aiuto.

Non avrei affrontato per la seconda volta tutto questo da solo. Non avrei commesso lo stesso errore. E c'era solo una persona che avrebbe potuto aiutarmi.

Che fosse d'accordo o meno, avrebbe fatto quello che gli avrei chiesto. Non poteva tirarsi indietro e lo sapeva.

Mi incamminai con passo deciso verso la mia prossima meta. Per essere anni che non mi facevo vedere in giro, due bar malfamati nella stessa sera a distanza di poche ore era una buona media.
Ero decisamente tornato alle vecchie abitudini, alle vecchie facce e alla vecchia vita. Dovevo solo uscirne meglio della scorsa volta.

Prima di aver elaborato un piano efficace per la situazione che mi si era prospettata, ancora una volta dovetti rivedere tutto il mio ragionamento, e le priorità di quella notte. A quanto pareva le sorprese non erano finite. E il braccio della bilancia pendeva ormai inesorabile dal lato delle brutte notizie.
Non ero ancora arrivato a destinazione, quando intuii quello che stava succedendo. Allungai il passo, quasi correndo verso l'angolo della venticinquesima, e solo allora i miei sospetti furono tristemente confermati dal bagliore che intravedevo nella nebbia.

C'erano persone che urlavano e altre che correvano. In strada regnava il caos. Nessuno fece caso a me, che rimasi lì immobile sul marciapiede, ad osservare l'Enfer che era completamente invaso dalle fiamme.

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