Il Libro Magico

Incipit



Era un giorno di festa e i genitori del piccolo [Nik]decisero di trascorrere il pomeriggio nel Luna Park appena fuori dalla città. [Nik]era molto contento e volle provare tutte le attrazioni. Andò sugli autoscontri, le giostre, la casa stregata e il labirinto incantato. Quando la giornata volse al termine ed era quasi ora di tornare a casa i genitori di [Nik]consentirono al figlio un ultimo giro sull’antico carosello posso a centro della maestosa piazza all’ingresso del parco di divertimenti. Non appena fu in groppa  al cavallo azzurro la giostra cominciò a muoversi. Il cavallo andava su e giù mentre tutto girava intorno. [Nik]era entusiasta e ad ogni giro scorgendo i genitori che lo guardavano non poteva fare a meno di salutarli agitando le mani e questi rispondevano sorridendo al saluto.

Il giro fini e il carosello si arrestò all’improvviso. Ancora con il sorriso stampato sulle labbra, il piccolo [Nik]scese da cavallo e guardandosi intorno si mise a cercare mamma e papà. Girò un paio di volte attorno alla giostra ma dei suoi genitori nessuna traccia. Pian piano il suo sorriso cominciò a trasformarsi in una smorfia di perplessità ed ad un tratto fu colto dal panico.

Era ormai tardi ed il sole stava per toccare le cime dei monti colorando il cielo di un caldo giallo che lentamente sfumava nel rosso. La gente stava andando via e nella piazza ben presto rimase solo il piccolo [Nik]seduto sui gradini della giostra.  Chiamò più volte “mamma e papà” ma per la disperazione riusciva solo ad emettere un filo di voce, provò ancora. In lontananza si udirono i cancelli che venivano serrati e dagli altoparlanti fu annunciato da una voce buffa che il Luna Park era ormai chiuso.

Per [Nik]il tempo sembrò fermarsi ed un silenzio irreale avvolse l’intero piazzale. Le lunghe ombre degli alberi cominciavano a  tingere d’azzurro ogni cosa, segno che il sole stava per tramontare del tutto.  Fu allora che si udì, provenire da un luogo imprecisato, un suono di campanelli a sonagli. [Nik]guardandosi intorno poteva ancora scorgere l’inizio di alcuni vialetti che si addentravano nel parco ed a stento riusciva a leggere le scritte sui cartelli segnaletici che ne indicavano la destinazione. “Labirinto Incantato”, “La casa degli Spettri”, “Ruota panoramica”, “I Cancelli del parco”.
Non poteva rimanere li! Forse i suoi genitori lo stavano aspettando da qualche parte? Doveva muoversi! Ma dove andare?


Continua tu…

Commenti

Post popolari in questo blog

250 pensieri